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	<title>Uildm Pavia</title>
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		<title>Il progetto partirà&#8230; non si sa quando!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:35:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando la scure colpisce in pieno! Nella mattinata di ieri si sono svolte le selezioni per il servizio civile volontario nazionale del progetto &#8220;Un Puzzle di Esperienze&#8221; presentato da Uildm Pavia per avere quattro volontari nell&#8217;anno 2012. Quest&#8217;anno grazie ad un buon lavoro di promozione al progetto (ad esempio il video &#8220;tu che di problemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la scure colpisce in pieno!<br />
Nella mattinata di ieri si sono svolte le selezioni per il servizio civile volontario nazionale del progetto &#8220;Un Puzzle di Esperienze&#8221; presentato da Uildm Pavia per avere quattro volontari nell&#8217;anno 2012. Quest&#8217;anno grazie ad un buon lavoro di promozione al progetto (ad esempio il video &#8220;<a href="http://youtu.be/VMjgjZKtLL8">tu che di problemi non ne hai</a>&#8220;) siamo riusciti ad avere un più alto numero di richieste rispetto agli anni passati, per quattro posti infatti abbiamo ricevuto otto domande di partecipazione al bando.<span id="more-627"></span>Le attività che la nostra associazione ha svolto durante questo 2011 sono state <strong>svariate e tutte hanno avuto un grosso successo</strong> sia dal punto di vista di coinvolgimento delle persone nelle attività sia dal punto di vista della sensibilizzazione. È stato bello vedere come <strong>ragazzi giovani</strong> si siano avvicinati curiosi di conoscere ciò che Uildm Pavia fa quotidianamente, volenterosi nel voler far parte di questa compagnia che, con un sorriso, arriva sempre a raggiungere ciò che vuole!<br />
Con un sorriso siamo scesi in piazza molte volte per dire che tutti quei tagli prima o poi avrebbero provocato qualcosa di davvero grave all&#8217;interno del vivere quotidiano delle persone con disabilità! Ecco quindi che ieri al termine delle selezioni per il servizio civile è <strong>giunta la notizia che l&#8217;avvio dei volontari</strong> del progetto &#8220;Un Puzzle di Esperienze&#8221; <span style="text-decoration: underline"><strong>non coinciderà</strong></span> con la fine del progetto &#8220;In due si può&#8221; ma <strong>verrà posticipata quantomeno ad aprile</strong>!<br />
Uildm Pavia quindi si ritroverà ad avere un vero e proprio buco per quel che riguarda i servizi effettuati dai ragazzi del servizio civile: assistenza domiciliare leggera, trasporti, allenamenti e partite di hockey, riabilitazione in acqua, la partecipazione ai tavoli per la vita indipendente, contro le discriminazioni&#8230; <strong>saranno quattro mesi molto duri</strong> in cui sarà difficile offrire l&#8217;idea di autonomia, saranno quattro mesi in cui sarà molto facile vedere sgretolarsi davanti agli occhi i risultati ottenuti in molti anni di lavoro!<br />
Chiunque abbia voglia di darci una mano, legga questo articolo come una sorta di appello, di chiamata a rendersi attivo affinché Uildm Pavia non perda il suo sorriso nell&#8217;affrontare le battaglie.</p>
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		<title>Sgommando verso il futuro&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 21:06:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono delle immagini che colpiscono più di tante altre. E&#8217; gettando gli occhi sull&#8217;asfalto fresco dell&#8217;autodromo di Monza, dove martedì 1 Novembre i ragazzi di Pavia hanno partecipato a 6 Ruote di speranza, che si vedono le impronte lasciate dalle macchine da corse, brividi che avvolgono i nostri corpi trascinandoli ad una scarica d&#8217;adrenalina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono delle immagini che colpiscono più di tante altre.<br />
E&#8217; gettando gli occhi sull&#8217;asfalto fresco dell&#8217;autodromo di Monza, dove martedì 1 Novembre i ragazzi di Pavia hanno partecipato a 6 Ruote di speranza, che si vedono le impronte lasciate dalle macchine da corse, brividi che avvolgono i nostri corpi trascinandoli ad una scarica d&#8217;adrenalina che ti fa rimanere senza fiato.<br />
La manifestazione, giunta al quarto di secolo oramai, ha visto la viva partecipazione della sezione pavese, presentatasi in Brianza con ben 24 persone!<br />
Accanto a Denis, i due Fabio,Davide e Fausto, erano presenti genitori,parenti, volontari vecchi e nuovi del servizio Civile, quindi tra &#8220;Liberi di Essere&#8221; ed &#8220;In due si può&#8221; i tre mezzi usati per l&#8217;occasione sono stracolmi!<span id="more-616"></span><br />
E per chi varca i confini dell&#8217;autodromo per la prima volta, si trova davanti uno spettacolo strabiliante.<br />
Rombi di motori, con auto lussuose ed una folla di gente festante.<br />
Tutti gli ingredienti giusti per una giornata divertente!<br />
I box trasformati in allegri palchi d&#8217;accoglienza per persone in carrozzina e non, pieni di omaggi e disponibilità per foto e consigli, tutto questo ci accompagna fuori, o meglio dentro, dove c&#8217;è il mondo.<br />
Vroommmm!<br />
Ed infatti eccoci nel paddock, eccoci nella corsia dei box, dove già le macchine sfilano ed attendono al varco i ragazzi, copiloti pronti ad un viaggio alla velocità della luce.<br />
E&#8217; l&#8217;ora delle scelte,ovvero dove stare, quale mezzo usare per il proprio viaggio contro il tempo e contro i propri timpani per godere appieno delle sensazione che t&#8217;avvolgono, ti prendono, e ti sbattono via. Tutto consapevolmente.<br />
Evergreen, stravaganze e polizia assaggiano e fanno assaggiare l&#8217;asfalto della pista, e la mente ricorre a qualche tempo, e ci si immagina di essere in una domenica, con il brulicare delle persone sugli spalti, che fanno il tifo, ma solo per noi, per riuscire a tagliare il traguardo per primi e vincere la nostra battaglia.<br />
Non è questo che vogliamo?<br />
Ma niente paura, se si arriva secondi, si può volare con la fantasia per trovarsi a Le Mans, alla 24 ore, con le persone che si scambiano di posto, in un pieno esercizio di libertà ed indipendenza, quella di scegliere ciò che vogliamo per il nostro futuro, una macchina veloce per sentirsi passare tra le mani il vento, od una macchina regolare per poter osservare il paesaggio attorno&#8230;<br />
Ma abbiamo visto di tutto martedì (1,nda), anche per chi le emozioni le vuole small, ma non meno vibranti.<br />
Come i Kart su cui, anch&#8217;io lo ammetto, avrei fatto volentieri un giretto.<br />
O la moto, il vento tra i capelli che non ho, ed i caschi da film anni &#8217;70, gioventù libera da catene e cattivi pensieri&#8230;e moto scoppiettanti!<br />
Senza perder di vista la realtà, ovvero la foto finale insieme, anche se <strong>qualcuno sempre manca</strong>, per poter completare tutto il puzzle, ma quello che c&#8217;è è abbastanza per formare un bel quadretto, quei due progetti che, uniti, sono un appello ma soprattutto un grido di speranza ed ottimismo: <strong>&#8220;Liberi di essere:In due si può!&#8221;</strong>.</p>
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		<title>Memorial Frattini: Straniamento</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 00:19:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La combriccola pavese si presenta sabato 15 ottobre ad Assago, sede del 13°Memorial Frattini, con un profondo rinnovamento alle sue spalle: alcune persone sono sparite, ed alcune, come me, forse non ci sono mai state. Od almeno, è questa la sensazione che si prova entrando nel palazzetto. Ed è un sentimento che avvolge tutti, li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La combriccola pavese si presenta sabato 15 ottobre ad Assago, sede del 13°Memorial Frattini, con un profondo rinnovamento alle sue spalle: alcune persone sono sparite, ed alcune, come me, forse non ci sono mai state.<br />
Od almeno, è questa la sensazione che si prova entrando nel palazzetto.<br />
Ed è un sentimento che avvolge tutti, li devasta psicologicamente e si manifesta chiaramente nella prima partita del girone, contro la squadra belga dei Rhodie, 23-1 il risultato finale.<br />
Mentre dall&#8217;altra parte Roma,Milano e Varese si giocano i due posti utili per le semifinali, i 4 volontari pavesi si prodigano per andare a cercare il team che s&#8217;è smarrito, &#8220;la squadra che non c&#8217;è&#8221; (semi-cit., ndr).<span id="more-611"></span></p>
<p>&#8220;Occhi dentro occhi e prova a dirmi se<br />
un po&#8217; mi riconosci o in fondo un altro c&#8217;è sulla faccia mia<br />
che non pensi possa assomigliarmi un po&#8217;. &#8221;</p>
<p>Proprio queste parole risuonano nell&#8217;aria, e questa lenta melodia li accompagna alla &#8220;ragione&#8221; ed a trovare se stessi, aiutarsi l&#8217;un l&#8217;altro e costruire qualcosa assieme, lanciando un messaggio positivo e speranzoso alla dozzina di spettatori provenienti da Pavia.<br />
E tra questi c&#8217;è anche chi crede che dopo un anno ci si debba aspettare di essere dei fenomeni in campo, pur non avendo MAI o quasi assistito ad un qualunque incontro o riunione dei ragazzi, ma d&#8217;altronde anche questo è il wheelchair hockey, mentre un rapido sguardo con la nostra sostenitrice numero uno, nonchè la nostra dispensatrice di consigli e saggezze, chiare e precise, ci fa capire di essere sulla strada giusta.<br />
E quando ci sono questi ingredienti, non conta se e come si è persa la seconda partita, contro Bologna per la cronaca, perchè l&#8217;obiettivo per quest&#8217;anno è lo stesso raggiunto:<br />
Divertirci, anche con una persona importante in squadra in meno, per la mattinata.<br />
Siamo a metà del primo tempo della seconda sfida, e c&#8217;è un nostro giocatore che, nella foga della sua azione, colpisce con la pallina un avversario.<br />
L&#8217;arbitro fischia il fallo, ma non basta, lo stesso sente uno strano rumore impossessarsi della sua testa e delle sue labbra:</p>
<p>&#8220;Un passo indietro ed io già so<br />
di avere torto e non ho più le parole&#8230;&#8221;</p>
<p>Essì, si guarda dentro e non escono più parole,maledizione,è un bel problema.<br />
La partita va avanti intanto, e persiste in questo problema che viene risolto da uno &#8220;scusa&#8221; all&#8217;avversario che ha l&#8217;effetto di liberarlo dalla situazione.<br />
E&#8217; la nostra politica, è quella che portiamo avanti dal 16 ottobre 2010, è il rispetto verso gli altri che ci porterà lontano, fra qualche tempo.<br />
Dopo il 7-1 con cui Bologna infligge la seconda sconfitta di quest&#8217;anno, per Pavia resta vedere cosa succede nello scontro decisivo del girone, vinto nettamente dagli stessi felsinei sui belgi per 5-1.</p>
<p>Quindi viene il momento delle semifinali, con l&#8217;ordine seguente:<br />
Bologna-Roma<br />
Varese-Rhodie<br />
Pavia-Milano</p>
<p>Ma prima c&#8217;è la pausa pranzo, e c&#8217;è la separazione tra la squadra, ed uscendo dal chiuso del torneo, questa voce misteriosa si fa più chiara,lunga,forte, non per questo viene sentita da tutti, e fa così:</p>
<p>&#8220;io non lascio traccia<br />
come pioggia sulla neve<br />
quando cado mi confondo<br />
con quello che gia&#8217; c&#8217;e&#8217;<br />
si scioglie la mia faccia<br />
e nel fango dei ricordi<br />
quando vivo mi confondi<br />
con quello che gia&#8217; c&#8217;e&#8217;<br />
sono invisibile.&#8221;</p>
<p>Tornati, i ragazzi vanno a lezione di tattica, regalata gentilmente dapprima in maniera teorica da Bologna, e poi vista &#8220;sul campo&#8221; ancora da loro, che si liberano di Roma e vanno in finale, dove trovano Varese.</p>
<p>Di conseguenza Rhodie-Roma è la finalina di consolazione.<br />
Alle 16.30 scendiamo di nuovo in campo, senza più voci nè fastidi.<br />
La gara con Milano finisce 7-1, ma dimostra che qualche idea buona c&#8217;è, ed anche cosa manca veramente a questa squadra in termini di persone: uno/a che sappia far andare la carrozzina veloce come quelle che ho visto con i miei occhi sabato, ed un portiere, ma non c&#8217;è un&#8217;unità, un uscire insieme e fare qualcosa con il proprio compagno di gioco, di squadra.<br />
Chissà che forse, cercando bene, ci sia già qualcosa in casa?<br />
Dopo il fischio finale, è tempo di bilanci,per tutti.<br />
Varese trionfa, Bologna seconda e Roma terza.<br />
Per noi, tante belle cose, ma molto lavoro da fare, anche se qualcosa si intravede all&#8217;orizzonte.<br />
A patto di non sprecarlo dividendosi o facendo mancare il proprio supporto al gruppo, come la penna, che abbandona la comitiva prima del tempo.<br />
Uscendo dal palazzetto, si vede di fronte la folla trepidante per il concerto dei Negramaro, li guarda, se li lascia alle spalle mentre la voce s&#8217;impossessa di nuovo di lui e si sente ancora più forte:</p>
<p>&#8220;comunque vadano le cose io<br />
non reagisco più<br />
comunque vadano le cose io<br />
se mi guardi tu<br />
negli occhi aspetterò il miraggio<br />
da cui non bevo più<br />
prendimi in giro come il sole a maggio<br />
quando sprofonda giù<br />
lasciando all&#8217;improvviso spazio<br />
al grigio dentro il blu&#8221;</p>
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		<title>Un pezzo dopo l&#8217;altro per completare il proprio &#8220;puzzle&#8221;: riparte il servizio civile Uildm Pavia!</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 19:47:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pirax</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nostra vita è racchiusa da un rettangolo, fatto di pongo, e come tale può essere modificato, talmente tanto che quello che noi vediamo realmente è un cerchio, quasi ovale, con tanti &#8220;raggi&#8221; oppure l&#8217;orma di un battistrada ad indicare la via giusta da seguire. Ma non possiamo e non vogliamo essere soli. Per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra vita è racchiusa da un rettangolo, fatto di pongo, e come tale può essere modificato, talmente tanto che quello che noi vediamo realmente è un<strong> cerchio</strong>, quasi ovale, <strong>con tanti &#8220;raggi&#8221; oppure l&#8217;orma di un battistrada ad indicare la via giusta da seguire. Ma non possiamo e non vogliamo essere soli.</strong><br />
Per questo motivo, da molti anni, invitiamo i ragazzi ad intraprendere nuove esperienze di vita, affrontando sfide completamente sconosciute e toccando con mano molte delle difficoltà che comporta stare seduti su quella sedia.<span id="more-604"></span><br />
E&#8217; il servizio civile, che s&#8217;arricchisce di una nuova puntata, anzi, di un nuovo &#8220;pezzo&#8221;.<br />
Infatti è appena partito il bando di selezione di n°<strong>4</strong> (quattro)<strong> ragazzi/e tra i 18 ed i 28 anni di età non compiuti</strong>, che saranno impegnati in un progetto che si chiamerà, appunto, <strong>&#8220;Un puzzle d&#8217;esperienze&#8221;</strong>.<br />
Solite regole, si tratta di <strong>30 ore settimanali</strong> per <strong>un anno</strong> da trascorrere in compagnia di tante persone, pronte anche loro a dare un contributo importante, raccontando le loro giornate, i loro traumi, le loro sfide e mettendo a proprio agio i volontari.<br />
Detto del bando, che avrà scadenza il 21 ottobre alle ore 14, è giusto che vi racconti qualche riga della mia esperienza.<br />
Ci sono persone che s&#8217;avvicinano <strong>diffidenti</strong> a questo mondo, perchè sentono che non è &#8220;loro&#8221;, che non li appartiene, e cerca di<strong> &#8220;distruggerne&#8221;</strong> il ricordo od il pensiero per scacciare la paura.<br />
Sì,<strong> la paura di essere un giorno come loro</strong>.<br />
<strong>Ed in parte ero uno di questi</strong>, non ne avevo mai sentito parlare e,forse, non ne volevo sentir parlare.<br />
Sino al colloquio, e lì è cambiato tutto.<br />
Mi sono trovato di fronte una persona diversa da quanto m&#8217;aspettassi,e sono stato convinto subito.<br />
Questo risultato si può sì raggiungere con l&#8217;aiuto di<strong> tutti</strong>,<strong>dagli altri volontari agli stessi soci</strong>, ma questa è anche una prova contro se stessi, e vedere se si riesce ad arrivare in fondo , con le proprie forze ,è sintomo di <strong>maturità</strong> e <strong>di consapevolezza di aver fatto del bene,</strong> <strong>forse inutilmente per qualcuno, forse solo per qualcuno, altre volte per tutti</strong>,ricevendo in cambio quanto di più<strong> importante</strong> ci possa essere <strong>per crescere: una visione diversa della realtà</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rompere il muro dell&#8217;indifferenza: intervista a Daria</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 23:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pirax</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante i 12 mesi trascorsi in Uildm Pavia come volontario in Servizio Civile, la tappa a casa di Daria corrispondeva ad una mattinata passata a raccontare progetti ed aspirazioni future. Era un mercoledì, ed ogni volta che mi sedevo sulla sedia in sala, osservando le finestre, e quindi il paesaggio fuori,  il panorama era sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante i 12 mesi trascorsi in Uildm Pavia come volontario in Servizio Civile, la tappa a casa di Daria corrispondeva ad una mattinata passata a raccontare progetti ed aspirazioni future.<br />
Era un mercoledì, ed ogni volta che mi sedevo sulla sedia in sala, osservando le finestre, e quindi il paesaggio fuori,  il panorama era sempre lo stesso: pioggia.<br />
Dopo tanto tempo, ritorno da lei, questa volta per un&#8217;intervista a cuore aperto, e l&#8217;impressione è che non sia cambiato nulla.<br />
La pioggia mi accompagna mentre percorro la strada che porta a Mezzana Corti.<span id="more-594"></span></p>
<p><strong>Daria, raccontaci brevemente l&#8217;esperienza di essere madre e le perplessità incontrate durante il tuo percorso?</strong></p>
<p>Al contrario di quello che si può pensare, anche dei medici, una persona con queste problematiche può avere figli. Infatti questo è stato possibile grazie alla competenza dell&#8217;ospedale di Voghera, dove sono state espletate poi tutte le procedure necessarie per far nascere mia figlia.<br />
E&#8217; andato tutto liscio, senza nessun problema.</p>
<p><strong>Che cosa vuol dire essere madre nonostante la disabilità? Quali differenze ci sono concretamente?</strong></p>
<p>Le uniche differenze che ho provato sono forse una maggiore quantità di controlli, dovuta alla mia situazione, e quindi un maggiore spostamento da una parte all&#8217;altra della Lombardia per i consulti del caso; in più c&#8217;è bisogno di più persone in grado di aiutarti, in quanto purtroppo non sei totalmente indipendente, lasciandoti però il ruolo di madre, che è quanto di più importante si possa provare.</p>
<p><strong>Questo compito può essere assolto da estranei?</strong></p>
<p>Sì e no.<br />
Sì, perchè in mancanza od impossibilità da parte di parenti, è l&#8217;unica soluzione disponibile.<br />
Ma qui comunque bisogna cercare di fare in modo che la stessa non diventi &#8220;protagonista&#8221;<br />
No, invece, perchè sarebbe stato minato il concetto di famiglia o comunque si creerebbe una famiglia che in realtà non è quella originale (dovuta all&#8217;affezionarsi del/la bambino/a all&#8217;estraneo).</p>
<p><strong>Ti manca qualcosa dell&#8217;essere madre nonostante la disabilità?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>In realtà no, ho tutto quello di cui ho bisogno.<br />
Se devo proprio dire qualcosa, magari un modo per passare il tempo, fare a maglia ad esempio.</p>
<p><strong>Perchè le persone sono così spaventate dalla disabilità al punto da discriminarla?</strong></p>
<p>Perchè non conoscono, non vogliono pensarci, hanno una &#8220;paura&#8221; strana, che li &#8220;costringe&#8221; a dover far qualcosa, ad emozionarsi, a non ferirti, insomma, un&#8217;incapacità di comportarsi di fronte ad una persona con disabilità.<br />
Infatti solitamente è il disabile che &#8220;rompe&#8221; questo muro che si crea tra loro ed il mondo per farli sentire a loro agio.</p>
<p><strong>C&#8217;è invece qualcosa che ti da rabbia e che secondo te rinforza questo muro?</strong></p>
<p>Sì, i falsi invalidi.<br />
Le persone non capiscono che i primi ad essere danneggiati da loro siamo noi, quelli veri e se la prendono, generalizzando.<br />
Loro non sanno i sacrifici che dobbiamo fare per colpa dell&#8217;Inps, che pretende una visita ogni 3 anni, ed è frustrante dover essere obbligati a presentarsi, nonostante la patologia di cui sono affetta è degenerativa, all&#8217;appuntamento, ed essere in ballo anche settimane prima (per la preparazione ed il reperimento dell&#8217;assistente per il trasporto, ndi) per entrare in questo studio (con tutte le difficoltà del caso, come porte troppo strette, barriere architettoniche&#8230;etc) per sentirsi dire, dopo 2 minuti: lei è a posto, può andare, è disabile.<br />
Molti non ci pensano, perchè non si sono mai trovati in questa condizione&#8230; però esistiamo, anche se dall&#8217;alto, tante volte, fanno proprio finta di niente&#8230;.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Cin!</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 11:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pirax</dc:creator>
				<category><![CDATA[News UILDM Pavia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ricordate Rovescala? La nostra villa, quella per cui noi stiamo raccogliendo fondi per migliorarla e renderla una struttura accogliente? Bene, da lì, notizia di pochi giorni fa, è ufficialmente partita la prima bottiglia (e quindi la produzione) del vino Uildm Pavia! Nuovi aggiornamenti saranno dati nei prossimi giorni, compresa la possibilità di degustarlo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate Rovescala?<br />
La nostra villa, quella per cui noi stiamo raccogliendo fondi per migliorarla e renderla una struttura accogliente?<br />
Bene, da lì, notizia di pochi giorni fa, è ufficialmente partita la prima bottiglia (e quindi la produzione) del vino Uildm Pavia!<br />
Nuovi aggiornamenti saranno dati nei prossimi giorni, compresa la possibilità di degustarlo e (perchè no?) di acquistarlo facendo così due buone azioni:<br />
Assaggiare del vino buono, ma soprattutto aiutare l&#8217;associazione.<br />
Vi aspettiamo!<br />
<span id="more-584"></span></p>
<p>Per l&#8217;occasione, Uildm Pavia ha ideato un concorso molto interessante:</p>
<p>La UILDM Pavia vuole coinvolgere tutti i suoi amici amanti della grafica a collaborare per ideare l&#8217;etichetta delle bottiglie di vino prodotte nella Casa in Collina, un Bonarda D.O.C. Fermo.<br />
E&#8217; possibile provare a disegnare l&#8217;etichetta che deve trasmettere l&#8217;idea di tutto il progetto, cioè la Libertà e l&#8217;Autonomia delle persone con disabilità.<br />
Il materiale grafrico riguardante la UILDM si può trovare facilmente in rete, il progetto deve essere inviato per mail a info@uildmpavia.it.<br />
Il vincitore verrà contattato dalla segreteria UILDM Pavia per un incontro ed un invito alla cerimonia di premiazione.<br />
L&#8217;iscrizione al concorso è gratuita e l&#8217;elaborato deve essere donato a UILDM Pavia.</p>
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		<title>Lignano Sabbiadoro, frammenti di Uildm Pavia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 00:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pirax</dc:creator>
				<category><![CDATA[News UILDM Pavia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed ora che anche io, dopo tanto tempo, ho svuotato la mia valigia, ci ho trovato dentro tante cose, forse troppe, o troppo forti. In attesa degli scatti della nostra grande fotografa Caterina (la mia ex collega di servizio civile), ed anche dell&#8217;eco delle nostre avventure in Friuli, proviamo a raccoglierle in poche righe. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed ora che anche io, dopo tanto tempo, ho svuotato la mia valigia, ci ho trovato dentro tante cose, forse troppe, o troppo forti.<br />
In attesa degli scatti della nostra grande fotografa Caterina (la mia ex collega di servizio civile), ed anche dell&#8217;eco delle nostre avventure in Friuli, proviamo a raccoglierle in poche righe.<br />
Come scritto prima, martedì il comparto ragazze (con Luca come eccezione maschile) ha raggiunto la sede.<br />
<span id="more-575"></span>Lì, a Lignano Sabbiadoro, hanno ricevuto le istruzioni e le comande da Enzo Marcheschi, il vicepresidente Uildm Nazionale, nonchè, ovviamente, responsabile dell&#8217;organizzazione dell&#8217;Assemblea Nazionale.<br />
Sotto di lui, in un&#8217;ideale schema a piramide, una gerarchia che vede qualche gradino sotto, dopo i collaboratori, anche la responsabile della reception, colei che poi praticamente recepisce gli ordini e li distribuisce ai nostri volontari, od almeno le nostre coppie di volontari, Marina.<br />
Salendo leggermente, il collegamento tra la segreteria (piano terra, in fondo a sinistra, nascosta, quasi come fosse un luogo di tortura, e lo sarà poi per i nostri ragazzi) e la reception (che si affaccia sulla piazzettina dove si riuniscono tutti per vedere il sole, o per il dopo-cena, limpido, chiaro, splendente) è garantito da Alessandro, che rappresenta il filo ideale tra i due luoghi, essendo il ragazzo di Marina.<br />
Le coppie di volontari che s&#8217;alternano nei trasporti sono: Luca-Elettra, Federica-Elettra, Giuditta-Elettra, Debora-Luca, Giuditta-Luca, addirittura anche Thomas (che non può guidare) ha l&#8217;onore di assistere e partecipare attivamente al servizio navetta Latisana-Lignano (treno) e Venezia-Lignano (Aereo).<br />
Come si nota, son troppi i gradini di questa piramide, e sembra quasi un telefono senza fili, con la conseguenza che qualche informazione va persa o modificata da un passaggio all&#8217;altro.<br />
E questo accade con un treno perso, e la punta della piramide che tarda a dar il via alla base.<br />
Succede anche questo.<br />
Oppure la discussione che coinvolge i volontari tutti (tranne Marcello e Roberto,ndr) nell&#8217;ufficio delle torture insieme ad un&#8217;arrabbiata presidente (o presunta tale, nella foga non si è capito) per un passaggio dato, forse no, mai dato e mai promesso.<br />
Roba da cuori forti, c&#8217;è chi non resiste, ma se si resta uniti ogni fragilità si trasforma in uno stimolo ad essere più forti, a superare i problemi, raggiunger traguardi.<br />
Tanto poi ci si ritrova a tavola, tutti insieme.<br />
E scopri però che ogni giorno è una festa, ed allora nella tavolata lunga 12 sedie, sbucano da sotto il tavolo (o forse dal cesto del pane) 2/3 persone che, a turno, lo completano, facendo sì che alcuni emigrino verso altri lidi.<br />
In fondo l&#8217;Assemblea è anche questo: un incontro tra sezioni distanti nel tempo e nel luogo, nei pensieri e nelle parole delle loro realtà, fatte di storie tristi di degrado sociale e civile tutti diverse, ma accomunate dallo spirito e dalla voglia di lottare contro chi li vuole sopraffarre: la malattia.<br />
Ad ogni pasto, la stessa scena, alchè i poveri migranti si affacciano, vedono Uildm Pavia , 2 sedie vuote, e non vanno neanche incontro a loro, si rassegnano e cambiano stanza.<br />
Ma non c&#8217;è solo il lavoro, che peraltro è disorganizzato, ma siamo italiani e ci distinguiamo appunto per questo.<br />
C&#8217;è il relax, ed allora la sabbia è il fondo ideale per osservare.<br />
Sognare di dialogare col mare, o con chissà quale altra creatura, fenomeno naturale, e mentre sei lì spieghi le tue ragioni, quelle che in 6 mesi non sei mai riuscito a dire, e beato ti lasci andare, poi lasci parola agli altri che ti stanno per rispondere, e li attendi, impaziente.<br />
Ma senti la vibrazione del tuo telefono che ti costringe ad un brusco risveglio, c&#8217;è da lavorare, ed hai perso mezz&#8217;ora perchè ti sei addormentato.<br />
Prima, hai dato prova di avere pochi mezzi, ma tante idee, ed hai organizzato una mini-partita di wheelchair hockey in un campo che neanche l&#8217; Asd Nuova Bagnolese ha il coraggio di usare, perchè lo tiene nascosto per non far brutta figura, dato che sì, il contenuto ha il suo fascino ed importanza, ma vuoi mettere giocare in una cornice degna del nome?<br />
Ma non importa perchè sei seduto su una panchina fredda, di pietra, che mi ricorda quella del parco giochi di Casarile (Mi), dove andavo a giocare da piccolo con i nonni e dopo essermi stancato trovavo rifugio proprio lì, dopo aver provato la felicità di una passione che è quella di tutti i bambini, giocare, giocare, divertirsi senza pensare ad altro.<br />
E da lì, dal tuo punto di osservazione privilegiato, il campo, ritrovi la felicità di un tempo nel sorriso e negli occhi di Fabio, del piccolo grande Denis, che perdono per un attimo la loro vena seria e diplomatica l&#8217;uno, adolescenziale l&#8217;altro per lasciarsi coinvolgere nello sport che più d&#8217;ogni altro li rappresenta: WheelChair Hockey.<br />
In fondo loro sono i protagonisti di spicco di Pavia: si trovano il creatore della squadra, nonchè il portiere titolare, e la punta di diamante, il bomber implacabile.<br />
Senza nulla togliere agli altri, ovviamente.<br />
Il colore predominante dei ragazzi, però, non è il giallo del sole, l&#8217;azzurro del mare, bensì il nero, il nero delle giacche di Federica e Debora, Elettra e Giuditta, ovvero delle collaboratrici di sala, dotate di microfono per far parlare il pubblico, esporre loro i quesiti alla commissione medica, al presidente Fontana, o a chiunque porti saggezza ed informazione nella sala arancione del palazzetto dello sport.<br />
E&#8217; un lavoro lungo, anche noioso, ma svolto professionalmente in modo perfetto.<br />
Parallelamente, piano 5 stanza 10, c&#8217;è una strana coppia con un compito particolare: assistenti personali di Denis.<br />
Si tratta di Marcello e Roberto, autentici show-man super-affiatati, che conducono Denis in questo viaggio tra boschi e conferenze in modo autorevole, deciso, ironico.<br />
Ed a proposito di numeri, già scritto, ricorrevano i 50 anni di Uildm.<br />
Evento storico, e l&#8217;organizzazione di Pavia è il giusto premio ad una realtà in continua espansione, grazie ai volontari, ma soprattutto a chi fa in modo che gli 80 soci ed i 6 che ne usufruiscano, chi propone un progetto che viene puntualmente insignito di ricompensa (appunto i volontari) e relativo punteggio altro.<br />
Tutto ciò permette di essere a Lignano in formazione completa, o quasi (Nadia e Giacomo esclusi), e di partecipare alla grande festa.<br />
Il nero, oltre alle ragazze, è il colore di Thomas, che lo porta alla serata finale, ma non verrà ricordata per questo motivo.<br />
I ragazzi si ritrovano sul palco, ed animano la serata con i canti, e Caterina ferma quest&#8217;immagine:<br />
Rombo.<br />
Davanti Denis, che con l&#8217;imitazione di Vasco Rossi in &#8220;Albachiara&#8221; si guadagna gli applausi di tutto il pubblico.<br />
Da sinistra a destra, Federica,Thomas, che sono il simbolo di ciò che c&#8217;era, c&#8217;è e che ci sarà sempre.<br />
Più indietro, Debora, Luca, Marcello, che si chiedono spaventati il motivo di una trasformazione così radicale dei volontari e se c&#8217;è pericolo di contagio.<br />
Dietro ancora Roberto ed anche Andra, la figlia di Fabio, che osservano lo spettacolo dandoci dentro pure loro.<br />
Chiude il rombo Giuditta, che si vede circondata dal coro davanti e dal solista dietro, Luigi, e dondolando si unisce al coro.<br />
Ed alla fine, staccato, c&#8217;è proprio lui, Fabio, che il fondatore di questa realtà, che osserva compiaciuto e commosso lo spettacolo, e pensa alla sua scelta di qualche tempo prima, quando nessuno scommetteva un solo centesimo su Pavia, una sezione piccola e malconsiderata, e della sua scelta, che sembrava azzardata, di dire di sì ed organizzare i trasporti ed il servizio accoglienza dell&#8217;Assemblea Nazionale.<br />
E le sue paure, le sue ansie, ed i suoi &#8220;speriamo che&#8221; lasciati in spiaggia, in attesa che qualche onda se li porti via, e che vengono spazzati violentemente dalla gente, la sua gente, che gli chiede:bis.</p>
<p>Sì, questa è Uildm Pavia.</p>
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		<title>Lignano Sabbiadoro e quell&#8217;occasione da prendere al volo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 23:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pirax</dc:creator>
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		<description><![CDATA[50 anni di Uildm Nazionale. Basterebbe solo questo motivo per essere fieri ed orgogliosi di trovarsi lì, a Lignano Sabbiadoro. Ma c&#8217;è di più. Pavia è una piccola realtà di nicchia che pian piano sta entrando al centro della scena e quest&#8217;anno, proprio quest&#8217;anno, ha la possibilità di entrare nelle cronache di Uildm per non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>50 anni di Uildm Nazionale</strong>.<br />
Basterebbe solo questo motivo per essere fieri ed orgogliosi di trovarsi lì, a Lignano Sabbiadoro.<br />
Ma c&#8217;è di più.<br />
Pavia è una piccola realtà di nicchia che pian piano sta entrando al centro della scena e quest&#8217;anno, proprio quest&#8217;anno, ha la possibilità di entrare nelle cronache di Uildm per non uscirci mai più.<br />
<span id="more-572"></span>Dopo l&#8217;elezione dell&#8217;ex presidente Fabio Pirastu alla carica di consigliere nel direttivo Nazionale, quest&#8217;anno una coincidenza fortunata di eventi fa sì che i ragazzi e le ragazze di Pavia avranno l&#8217;onore di organizzare l&#8217;accoglienza degli ospiti del villaggio, nei giorni 4-5-6-7 ed 8 maggio.<br />
Un compito difficile, pieno di difficoltà, ma unica nel suo genere.<br />
Per questo, la sezione si è preparata al meglio per quest&#8217;avventura.<br />
Dopo qualche piccolo problema iniziale, dovuto al reclutamento delle &#8220;hostess&#8221;, la formazione è pronta:<br />
Giuditta,Federica e 3 dei volontari attualmente in servizio civile, ovvero Luca, Debora ed Elettra.<br />
Sono loro i protagonisti.<br />
Dietro a loro, insieme alla punta di diamante dei Goodfellas, Denis, ci sono anche 2 degli altri del progetto SCN 2011 &#8220;In due si può&#8221;, Marcello e Roberto.<br />
Un&#8217;idea, quella dell&#8217;accoglienza, che parte da lontano, precisamente dall&#8217;osservazione dei ragazzi di Arzano (Na), e che Uildm Pavia ha fortemente cercato e voluto,ottenendo il via libera per accogliere le (previste) 80 sezioni sul territorio.<br />
Tutto questo per far sì che questa esperienza sia memorabile per la Direzione nazionale, ma soprattutto, si spera, per i nostri ragazzi.</p>
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		<title>Campo a metà, felicità doppia</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 00:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pirax</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;evento più atteso all&#8217;interno delle Giornate Nazionali del weekend scorso (1-2-3 Aprile) era sicuramente l&#8217;esibizione dei Goodfellas Pavia, ovvero il wheelchair Hockey. Tra l&#8217;altro il &#8220;tocco&#8221; ufficiale, che aggiungeva ancora più interesse alla prova, era dato dal campo &#8220;originale&#8221;, regolamentare, quindi adatto a confinare le carrozzine. Purtroppo gli imprevisti sono sempre dietro l&#8217;angolo, ed infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;evento più atteso all&#8217;interno delle Giornate Nazionali del weekend scorso (1-2-3 Aprile) era sicuramente l&#8217;esibizione dei Goodfellas Pavia, ovvero il wheelchair Hockey.<br />
Tra l&#8217;altro il &#8220;tocco&#8221; ufficiale, che aggiungeva ancora più interesse alla prova, era dato dal campo &#8220;originale&#8221;, regolamentare, quindi adatto a confinare le carrozzine.<span id="more-565"></span><br />
Purtroppo gli imprevisti sono sempre dietro l&#8217;angolo, ed infatti arrivati sul posto, ballerini col ritmo nel sangue si dannano l&#8217;anima con la break-dance.<br />
Il campo, di conseguenza, deve essere modificato, e &#8220;ridotto&#8221; sino a poterci stare contemporaneamente insieme all&#8217;altro gruppo.<br />
E parte il valzer delle cifre:&#8221; 5&#215;4&#8243;,&#8221; no&#8221;, &#8220;troppo piccolo&#8221;,&#8221; facciamo 6&#215;4 &#8220;, &#8220;no, non abbiamo il campo sufficiente, e poi è troppo grande, ostruisce il passaggio&#8221;, &#8220;proviamo a girarlo&#8221;, &#8220;no, così va bene, lascio?Mollo?&#8221;.<br />
Si monta una porta e lo spettacolo può finalmente iniziare.<br />
Davide, Fabio, Fabietto, Katia, Denis, quest&#8217;ultimo con un &#8220;aiuto&#8221; in più: Roberto, piuttosto che Marcello, piuttosto che un altro/a ancora, perchè a differenza degli altri era su un mezzo &#8220;a braccia&#8221; e non a motore.<br />
I passanti, impegnati nello shopping, favorito da una splendida giornata di sole e gran caldo, si fermano, sorrido, vanno via.<br />
Invece loro continuano imperterriti a giocare ed a divertirsi, a segnare un altro gol, sino a quando la palla supera le barriere e finisce a spasso per la Cupola.<br />
Stop, fine dei giochi.</p>
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		<title>La grotta dei misteri</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 00:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pirax</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stasera, passeggiando per strada, ho trovato un libro, uno di quelli vecchi, con copertina consunta, e pagine ingiallite. Ho provato ad aprirlo, per leggerci qualcosa. Il sottotitolo era: &#8220;la storia che nessuno vi ha mai raccontato&#8221;. Sfoglio le pagine e vedo capitolo 1-2-3, che sembrano più &#8220;freschi&#8221; e leggibili, ed allora mi interesso, prendo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stasera, passeggiando per strada, ho trovato un libro, uno di quelli vecchi, con copertina consunta, e pagine ingiallite.<br />
Ho provato ad aprirlo, per leggerci qualcosa.<br />
Il sottotitolo era: &#8220;la storia che nessuno vi ha mai raccontato&#8221;.<br />
Sfoglio le pagine e vedo capitolo 1-2-3, che sembrano più &#8220;freschi&#8221; e leggibili, ed allora mi interesso, prendo la lente d&#8217;ingrandimento&#8230;.</p>
<p><span id="more-562"></span>&#8220;C&#8217;era una volta, un piccolo gruppo di esploratori.<br />
Saranno una decina, forse una dozzina, ma tutti hanno ben in mente qual è la loro missione: trovare la felicità.<br />
Scendono quindi in una caverna, buia e apparentemente desolata, tutti in fila indiana.<br />
A capo della truppa c&#8217;è un ragazzo speciale, uno gnomo &#8221; a quattro ruote&#8221;, pronto ad indicare agli altri la strada maestra, memore delle sue precendenti avventure, ben 6.<br />
Appena dietro, mentre questo antro si allarga, 5 intrepidi elfi lo seguono, da vicini, per trarre da lui preziosi consigli su come muoversi, per evitare trappole.<br />
A seguire, come attratti dal suono del pifferaio magico,  3 piccoli topi osservano la scena e procedono con loro.<br />
Sono i reduci, quelli che la battaglia l&#8217;hanno già affrontata e sconfitta, che però ci hanno preso gusto e dispensano perle agli elfi inesperti.<br />
Per finire, ci sono sporadiche presenze che danno il &#8220;quid&#8221; necessario per superare qualche buca qua e là.<br />
Con loro hanno solo una mappa, ed una frase misteriosa: &#8220;Liberi di essere&#8221;.<br />
E&#8217; necessario raccogliere i piccoli pezzi sparsi nel terreno, o spuntati dal nulla, per scoprire la soluzione della frase misteriosa.<br />
Ci sono degli attori nella caverna che ti danno un oggetto, un pomello e dei freni, e ti dicono che sì, ce la farai, ce la farete, continuate così.<br />
Altri che ti dicono sì, hanno visto quell&#8217;oggetto, ma non possono dartelo perchè non l&#8217;hanno più, e che dovrai, dovrete cercarlo da un&#8217;altra parte.<br />
Questi esploratori ce la mettono tutta, sbuffano, stantuffano, spendono ogni energia per raggiungere la loro missione.<br />
Trovano così molti altri materiali: due ruote, due braccioli, un altro pomello, una seduta, perfino due presine, pennelli, ma soprattutto colori, colori, colori.<br />
Si chiedono a cosa possano servire tanto colore se non si può usare.<br />
E invece no, arriva l&#8217;illuminazione.<br />
Dopo aver guardato il comandante, si convincono tutti che insieme sì, ce la possono fare, ed allora montano, smontano, rimontano, assettano, colorano il mondo e la loro costruzione di un qualcosa di vivo, di libero, di immensamente fuori dagli schemi e dalla realtà di gente a volte troppo ottusa, che guarda la propria pochette verde risplendere ed accecargli gli occhi e non vedere che sì, anche questo oggetto ha dignità, perchè chi ci si deve sedere, per necessità di mali che sì, non facciamo finta di nasconderli per non vederli, esistono perchè colpiscono e fanno male, malissimo.<br />
Una carrozzina, una sedia a rotelle, dipinta dagli elfi, questi esseri speciali che sanno sì allietarti, anche se a volte ti sembra di non riuscire ad entrare nel loro mondo, perchè sono uniti da un legame forte, indissolubile che è: servire la patria, chi ne ha bisogno.<br />
Perchè ognuno di loro, viene da una strada diversa, e procede in una strada diversa della grotta.<br />
Chi va a Vidicity, chi va Landcity, e chi va per la strada più grande, Pacity, ma tutte si ricongiungono e questi elfi portano TUTTI ma proprio TUTTI dei pezzi per concludere in modo positivo la missione.<br />
Ed ognuno tramanda, a chi incontra, la loro parola, che è una farfalla piena di ovetti di cioccolato, altri il miele, altri un cd, piuttosto che un centrino od un fermacapelli, ma anche solo un palloncino per portare felicità al prossimo, e far sì che gli stessi ti ricambino con comprensione, solidarietà e mattoni per costruire un piccolo sogno, laggiù in collina&#8230;</p>
<p>Liberi di essere, gridano tutti, siamo in Uildm Pavia!<br />
Missione compiuta,ragazzi.&#8221;</p>
<p>Leggo, e ci scappa un sorriso.</p>
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