3°Tappa: Nuova gioventù: per (far) vivere l’associazione
20 Maggio 2010
Il punto giovani muove i suoi primi passi.
Con gli interventi di Cira Solimene, Carlo Giacobini e Giuseppe Fusco (Molto provocatorio il suo ), antipasto della giornata in attesa del piatto forte (la nascita ufficiale del sito del punto Giovani), si è aperto il “Formazione Uildm 2009”: esperienze a confronto tra discenti e docenti.
Alle 10 il direttore Operativo Uildm ha portato con sé e raccontato al pubblico, tramite una presentazione in PowerPoint, il “menù” della giornata, ovvero tutto ciò che sarà fatto nelle 3 ore della mattinata.
Prima dell’intervento del primo portavoce del Punto Giovani, Max Guitarrini ha introdotto e ricordato il suo lavoro in seno all’associazione come Formatore- coach dei volontari, ma anche delle persone che costituiscono e costituiranno quel punto Giovani al centro dell’incontro, svoltosi nella sala arancione del Palazzetto dello sport, sempre all’interno del villaggio “Ge.Tur”.
Dopo questo ottimo intervento, salutato con un copioso applauso dai soci, numerosi nella sala, arrivano loro.
I 4 sul palco hanno introdotto questo nuovo apparato di nome punto Giovani, e non più Gruppo Giovani come in precedenza, perché “oramai –spiega Manuel Tartaglia- esistono in Italia già tanti Gruppi Giovani, alcuni anche molto belli, ma il nostro compito deve essere quello di coordinare questi gruppi e fungere da punto di riferimento,appunto.”
Alfredo Sanapo sottolinea il fatto che questo è un punto di partenza per poi ritrovarsi l’anno prossimo a tirare i primi bilanci.
Fabio Pirastu, invece, apre al pubblico.
Infatti, durante il suo intervento, i volontari della sua sezione, Pavia, distribuiscono dei foglietti ove chi vuole potrà scrivere i propri desideri e/o segnalazioni per i bisogni che vogliono aver esauditi dal Punto Giovani, ponendo l’attenzione sul fatto che questo esperimento è molto importante in quanto si propone un dialogo tra la collettività e lo stesso apparato.
Nonostante questa buona volontà, a qualcuno del pubblico non piace questa visione e/o interazione con loro.
Ma questo è un altro discorso, che verrà trattato nelle prossime tappe.
Vittorio Savinelli, sezione di Caserta, porta un esempio nella sua vita di tutti i giorni, dove viene posta scarsa attenzione al problema della disabilità, se rapportata alla sezione di Pavia, per citarne una, collegandosi al discorso “Flash Mob”
Qualcuno nella sala mugugna.
C’è tempo anche per questo: per saperne di più, clicca qui.
Ma , alla fine, cosa vuole fare il Punto Giovani?
<<L’intento è quello di costruire una rete- dice ancora Savinelli- di ragazzi “giovani nelle idee”, quindi pieni d’iniziative che coinvolgono sempre più persone, ed a mano a mano che passa il tempo ci si stabilizza come “macchina”>>
A Marina di Varcaturo (Na) l’anno prossimo si giudicherà se quanto è stato fatto ha ancora ragione d’esistere o meno, questa è l’unica certezza.
Ora è troppo presto per sputare sentenze.
Le premesse sono buone, tutti sperano che si riesca a passare dalle parole ai fatti, finalmente.
