…e perchè per lei no? Risposte evasive

Chi vive l’associazione da molto vicino, in particolar modo i ragazzi del Servizio Civile Volontario, toccati in prima persona da questo avvenimento, sa quanto è importante la formazione all’interno di quest’anno trascorso a servire la patria.
Per chi non lo sapesse, la formazione per un volontario si divide in due parti:
una più specifica, che istruisce la persona all’interno del mondo della distrofìa muscolare, di durata 75 ore, da svolgersi direttamente “sul campo”, è quella che serve per “trattare” meglio, conoscendo tutte le sfaccettature e le tipologie della patologia.
L’altra più generale, che pone in condizioni ottimali il volontario nell’approcciarsi meglio al malato, ma non tocca argomenti strettamente collegati alla distrofìa, dura 30 ore ed è organizzato dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e proposto dalla Direzione Nazionale.
Ed è proprio di quest’ultima parte che voglio parlare, nello specifico dell’organizzazione, partendo da una semplice domanda.

Come viene gestita la formazione generale?
Si fissa mesi e settimane prima le sedi della formazione, poi si chiamano le sezioni vincitrici del bando con un certo margine di tempo ed il presidente/Operatore Locale di Progetto si organizza di conseguenza ed avvisa i volontari, che devono obbligatoriamente dare la loro disponibilità per trovarsi il tal giorno alla x ora nel y luogo.

E’ veramente così?Vengono contemplati casi di impedimento da parte del volontario?
In realtà no, ma per rispondere a questa domanda facciamo un passo indietro.

Alla fine dicembre dello scorso anno, ai ragazzi arriva via posta un contratto, che altro non è che il regolamento dell’anno passato a svolgere la mansione di Volontario in Servizio Civile.
In una delle norme presenti nella lettera, veniva sottolineata la necessità di seguire un corso di formazione della durata di 30 ore, vòlto a migliorare i rapporti tra volontari e malati.
Le date e le modalità di fruizione del corso non erano state specificate, così come le formalità burocratiche insite in ogni attività, ma comunque quelo che contava era la presenza.
Dopo queste premesse, doverose, ritorniamo ad oggi, o meglio al mese scorso.

Succede che arriva una mail nella casella postale del presidente: i fatidici giorni sono arrivati!
Il luogo designato è Pegli, comune in provincia di Genova, dal 27 al 30 aprile.
Bene, passata la fase d’entusiasmo che dura dai 3 ai 5 secondi, ci si scontra con un grosso problema.
Una delle volontarie, Nadia, aveva già prenotato il volo per tornare a casa e, non essendo lo stesso rimborsabile, si attua la teoria del “dei due,l’una”, quindi viaggio nella sua terra natìa piuttosto che l’incontro con le sezioni di Genova e Savona.
La decisione non è stata presa a cuor leggero, ma comunque, per quanto scritto sopra, Uildm Pavia si è rimessa alla decisione dell’ufficio Nazionale, dimostrandosi disponibile ad ogni soluzione.
Per tutta risposta è stata spedita a…Catania!
Oppure nella città più vicina e comoda da raggiungere, Napoli.
Caserta e Palermo chiudono il cerchio delle destinazioni.
Comprensibilmente sorpresi, e spiazzati dalle richieste, Uildm Pavia si è opposta cercando un compromesso che accontentasse tutti, invano.
E’ solo allora che la comunicazione al presidente Alberto Fontana, entra nella storia.
Che decide di inoltrarla allo stesso apparato contrapposto nella “battaglia” contro Uildm Pavia.
Quindi, a quel punto, la risposta piccata a Fabio Pirastu è logica e scontata.
Si parla di tempo congruo e non breve trascorso tra l’effettiva spedizione della mail da parte di Oriano Bacchin e la data iniziale della formazione.
Questa è la versione dei fatti, e nulla può essere cambiato.
Nadia andrà a Catania, con un esborso rilevante da parte di Uildm Pavia.
Ancora uno step in più.

Posto che le regole debbano essere rispettate da tutti, nel caso in questione da noi, in quanto soggetti gravati da una responsabilità di nome Servizio Civile, e premessa la cattiva scelta in termini di tempestività nelle comunicazioni della controparte, personalmente si è messa “una toppa peggiore del buco”.
Una soluzione la propongo io.
I fatti che ho raccontato risalgono ad Aprile, oggi siamo a metà maggio, tra qualche giorno ci sarà un incontro importante: Assemblea dell’associazione in programma a Lignano Sabbiadoro (Ud) dal 20 al 23 di questo mese.
Mi chiedo:e se si ottimizzassero i luoghi?
Dal momento che tutte le sezioni sono invitate e parteciperanno alla Manifestazione (mi risulta 76 delle 77 sezioni), non aveva più senso programmare il corso di formazione dal 20 al 23?
I formatori (che sono molti e non 2) si sarebbero presentati comunque, e dei problemi di cui sopra non avrei parlato
Ma se le sezioni del Sud non fossero riuscite a venire?
Semplice, al massimo si sarebbe trattato di programmare un corso di Formazione nelle già famose Napoli, Catania,Palermo.
So che ci saranno tante altre problematiche che non ho considerato, ma l’avrei trovata “più giusta”.
Perchè così alla fine Lignano sarebbe stata una festa per la Uildm, ma anche un divertimento per tutti.


Russo Thomas

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